Crackdown 3: il festival della distruzione

Perché sforzarsi di cercare il bersaglio all’interno di un enorme palazzo, evitare le guardie e infine ucciderlo prima che scappi, quando puoi semplicemente radere al suolo il palazzo in cui si trova? Questo sono le solide basi su cui Reagent Games e Sumo Digital hanno costruito Crackdown 3. Certamente, l’opzione di un approccio più stealth è sempre possibile, starà a voi e al vostro stile di gioco decidere quale via intraprendere.

La fisica inserita nel gioco e il livello dei dettagli conferiti alla sua struttura degli edifici sono di una qualità eccezionali. Tanto da far pensare: che server esageratamente potenti devono usare per sostenere tutta questa mole di dati? Ma la domanda è sbagliata: non quali ma quanti server stanno utilizzando? E la risposta è semplice! Tanti. Sostanzialmente il trucco magico sta nel suddividere la città in tanti cloud server diversi che lavoro in sincronia. Se avete bisogno di più informazioni potete sempre guardare questo video, in cui il creative director David Jones ne parla approfonditamente.

crackdown 3: in game screenshot

Il contesto di Crackdown 3

Ci troviamo sull’isola di New Providence, base della segretissima e pericolosissima TerraNova Worldwide, una misteriosa organizzazione che di recente ha iniziato a prosciugare le risorse della zona sia naturali che umane. Ad aumentare i sospetti c’è il fatto che un vulcano, da tempo sopito, ha di recente ripreso a brontolare. Come ci si poteva aspettare, ecco che l’organizzazione fa la prima mossa, andando a mettere in completo black out la città, assaltando le principali aree metropolitane e gettandole nel caos. E qui si entra in gioco come un agente al servizio dell’Agenzia, il quale ha una pista da seguire e un obiettivo da uccidere. Trova e distruggi.

crackdown 3: arma tipo

“ed ecco a voi il nuovo cavatappi a motore nucleare”

Una grande limitazione al single player sarà l’impossibilità di effettuare la totale distruzione delle strutture, perché in quel caso non è possibile attivare il sistema di cloud engine. Pare ormai chiaro che Crackdown 3 sarà un gioco prevalentemente dedicato al multi-player e alla co-op.

 

Fonte: sito Crackdown 3

Valerio Ferrara

Nato con tastiera e mouse in mano, dedica la sua carriera al gaming e al marketing, laurendosi all'università di Milano-Bicocca. Esperto nell'ignorare le continue segnalazioni del "è bravo, ma non si impegna", decide di impegnarsi appieno nell'attività di perditempo, qualificandocisi a pieni voti.

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