L’evoluzione dei MOBA: dove siamo arrivati?

Tutti ne parlano, tutti ci giocano, ma questo fenomeno è ben lontano dall’essere finito. L’era dei MOBA è adesso e questa tipologia di videogioco sta avendo un successo e un riconoscimento mondiali che superano qualsiasi barriera. Ma cosa sono effettivamente i MOBA e come si sono evoluti?

Cosa sono i MOBA?

L’acronimo MOBA sta per Multiplayer Online Battle Arena. Questa categoria di videogiochi è un sottogenere della più ampia categoria dei videogiochi strategici in tempo reale (RTS). Il set up è sempre il solito: una mappa, due squadre e un obiettivo. Questo obiettivo può variare dalla tipologia di partita che si vuole giocare e dal videogioco in sé, ma principalmente si risolve in avere la meglio sulla squadra avversaria.

Sulla mappa si possono individuare principalmente due tipologie di personaggi: i personaggi e i “minions“. I personaggi sono scelti dal giocatore e controllati direttamente da lui, hanno un numero di abilità predefinito e sono uno diverso dall’altro. I minions invece sono dei soldati che vengono controllati dal computer e solitamente evocati ad ondate. Queste ondate seguono sempre lo stesso percorso e sono destinate a scontrarsi contro quelle della squadra avversaria, in un loop infinito. Il fattore che va a rompere questo equilibrio è l’attività dei giocatori che aiutando il proprio esercito ad avanzare e guadagnare terreno sulla mappa, modificano i rapporti statici presentati dalla mappa.

Visuale della mappa 5vs5 di League of Legends

La nascita del genere

Questa tipologia di videogiochi ha affrontato un lungo cammino prima di affermarsi come categoria indipendente. Possiamo ritrovare infatti le caratteristiche tipiche dei MOBA nella mappa Aeon of Strife di StarCraft, che era una delle prime del suo genere. Con l’implementazione di questa struttura in Defense of the Ancients, meglio noto come DotA, si ha un vero e proprio boom di crescita. Si iniziano a sviluppare numerosi aggiornamenti per la mappa e si iniziano a vedere i primi giochi indipendenti chiamati “DotA-like“. Il primo gioco del genere indipendente, fu sviluppato nel 2009 da Gas Powered Games con il nome di Demigod.

Il 13 ottobre 2010 fu annunciato dalla Valve Corporation l’attesissimo sequel di DotA: Dota2. Questo è il primo tra quelli che saranno i leader indiscussi della categoria.

Questo evento portò ad una rapida diffusione del genere e più il mercato si ampliava, più nuovi titoli venivano sviluppati. I più famosi oltre a Dota2 sono: League of Legends, pubblicato il 27 ottobre 2009; Smite, pubblicato il 25 marzo 2014 ed infine Heroes of The Storm, la controproposta della Blizzard, uscita il 2 giugno 2015.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Dove si sta dirigendo oggi il mondo dei MOBA?

Questa tipologia di videogame si presta molto bene alla competizione, portando il giocatore a migliorare partita dopo partita e ad affinare le proprie tecniche. La skill personale, nonostante sia necessaria, non è fondamentale per la vittoria. La vera chiave per il successo è il saper collaborare con le altre persone andando a costruire un gioco di squadra che spiazzi le mosse dell’avversario. La bellezza visiva delle partite e il loro alto grado di sfida hanno portato a rendere i tornei, già previsti come modalità di gioco, un evento molto seguito e molto apprezzato dai fan del gioco. Parlando di League of Legends, il MOBA che più ha riscosso successo nel campo mediatico, la base di utenti che gioca al titolo è molto ampia, di recente ha superato i 100 milioni. Dato che il bacino di utenza è così elevato, le competizioni hanno riscosso sempre più interesse mediatico, fino ad un punto in cui aziende del calibro di Sony, hanno iniziato a finanziare e sponsorizzare squadre di professionisti.

Un nuovo capitolo per il gaming

Questa tendenza sta andando a modificare la percezione che la società ha dei videogames, andando ad ampliare il significato stesso di sport, poiché queste competizioni hanno un livello di agonismo pari a quello raggiunto nelle principali competizioni sportive. I campioni di queste competizioni devono compiere vere e proprie sessioni di allenamento, sia fisico che psicologico, oltre che di allenamento in-game vero e proprio. Questa nuova tendenza pone alcune problematiche, la principale è su che tipo di riconoscimento queste gare debbano avere. Il tema è ancora prematuro e non sta a noi decidere cosa sia giusto o meno, come sempre è la società nella sua interezza, con il suo comportamento a scegliere e definire le tendenze. Solo il tempo potrà darci risposte su come sia da giudicare la direzione che ha preso la competizione nei videogames. Sicuramente a noi resta il dovere di rifletterci e di discuterne, perché nonostante si parli di videogiochi, la questione ha conseguenze e problematiche da affrontare molto interessanti.

 

Fonte: Wikipedia

Valerio Ferrara

Nato con tastiera e mouse in mano, dedica la sua carriera al gaming e al marketing, laurendosi all'università di Milano-Bicocca. Esperto nell'ignorare le continue segnalazioni del "è bravo, ma non si impegna", decide di impegnarsi appieno nell'attività di perditempo, qualificandocisi a pieni voti.

Potrebbe interessarti anche…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *