Le differenze tra The Last of Us e The Last of Us Part II

The Last of Us è uscito ormai parecchi anni fa, eravamo alla fine della passata generazione quando venne pubblicato da Naughty Dog e Sony su PS3. L’esclusiva PlayStation ha avuto un impatto sul mondo dell’intrattenimento come pochi altri, è stato capace di trascendere il genere e di toccare corde che pochi altri giochi negli ultimi 20 anni sono riusciti a raggiungere. Oggi stiamo aspettando con trepidazione la sua seconda parte, non il suo seguito attenzione, desiderosi di continuare il viaggio di Joel ed Ellie là dove li eravamo lasciati.

Ma cosa è cambiato in questi anni?

Differenze tra Part I e Part II

Del primo gioco Naughty Dog ha mantenuto le basi, ampliando la struttura e amplificandone le meccaniche, oltre ovviamente a pompare il comparto tecnico. Ma quali sono le differenze tra The Last of Us e The Last of Us Part II?

Stesso mondo, occhi diversi

La prima differenza tra The Last of Us e The Last of Us Part II risiede nel mondo di gioco. La mappa è ovviamente diversa ma ad essere cambiate sono due cose: la struttura, ora molto più ampia e verticale rispetto a prima, e il modo in cui Ellie si relaziona con questo nuovo mondo. Nel primo gioco abbiamo imparato a conoscere una Ellie bambina, indifesa, in balia degli eventi. Oggi ritroviamo una donna, forte e risoluta, una persona con il proprio destino tra le mani, bramosa di vendetta. L’odio e la rabbia sono infatti due dei motori portanti di questa seconda parte. La bambina da preda è diventata cacciatrice.

Ribaltamento dei ruoli

Il concetto stesso di bene e male è stato messo nuovamente in discussione. Questa differenza tra The Last of Us e The Last of Us Part II è molto importante. Nel primo i sopravvissuti e le Luci, il simbolo stesso della speranza, erano i cattivi. Oggi per alcuni è Ellie la minaccia, grazie al nuovo sistema di “legami” tra gli npc introdotto in The Last of Us Part II.

Ogni personaggio non giocante ha ora un nome, dei rapporti con gli altri membri del proprio gruppo, dei legami affettivi. Se uno di questi scompare per mano di Ellie i suoi amici lo chiameranno per nome, lo cercheranno e reclameranno sangue. L’intelligenza artificiale ora vanta pattern più complessi, finalmente più credibili. Grazie ai cani i nemici sono ora in grado di seguire le nostre tracce, possono comunicare tra loro grazie alle trasmittenti.

Un mondo martoriato a tal punto prova mentalmente e fisicamente anche l’uomo di forte, e porta le persone a commettere atti indicibili per pura sopravvivenza o per amore. Chi è il buono e chi il cattivo?

Un legame spezzato

Una delle più importanti differenze tra The Last of Us e The Last of Us Part II è il rapporto tra Joel ed Ellie. Ellie sa cosa è successo, sa Joel quale scelta ha preso. Nell’ultimo trailer vediamo i due di nuovo insieme ma è lo stesso Neil Druckmann, autore del gioco, a svelare che i due si tengono a debita distanza. Ellie è ormai una teenager, e si comporta a volte come tale, ma senz’altro ciò che è successo alla fine di The Last of Us ha incrinato il loro rapporto.

Un’esperienza puramente narrativa

Altro elemento che porta le due esperienza a divergere è l’assenza del multiplayer in questa seconda parte. Inizialmente previsto, Naughty Dog ha deciso di tagliarlo in corso d’opera per lasciare spazio alla narrativa. La formula della componente online si stava ampliando a dismisura, tanto da richiedere attenzioni maggiori, più tempo e risorse. Risorse che avrebbero intaccato lo sviluppo della storia. Si è quindi deciso di staccare le due cose e farle vivere di vita propria.

La campagna a detta di Druckmann sarà la più lunga e sfaccettata che Naughty Dog ha mai sviluppato in tutta la sua storia.

Una crescita più credibile

Il realismo per Naughty Dog è tutto: emozioni e rapporti devono rispecchiare quelli reali, il mondo di gioco deve essere vivo e coerente, la grafica fotorealistica, l’intelligenza artificiale deve poter simulare persone non robot. E con The Last of Us Part II il team ha voluto alzare l’asticella anche con la crescita del personaggio. Questa è l’ultima grande differenza tra The Last of Us e The Last of Us Part II di cui vi parleremo. Naughty Dog ha rivisto e modificato sia il sistema di crafting che il potenziamento di Ellie.

Ora il processo è più naturale, non basta aprire il menù e con il classico punto abilità sbloccare la capacità di restare in apnea per più tempo. Il sistema è progressivo. Giocando in modo furtivo Ellie potrà imparare ad usare le bottiglie di plastica per silenziare la pistola. Leggendo manuali di caccia e pesca, o comunque di sopravvivenza, potrà imparare a costruire gadget e attrezzi utilizzando meno risorse e così via. E ovviamente alcuni elementi di crafting potranno essere sbloccati solo potenziando il giocatore.

Questa volta però sono presenti diversi rami delle specializzazioni, ognuno diverso dall’altro per costruire il proprio set delle abilità in base allo stile di gioco.

Gabriele Viganò

Abbiamo fondato il Devils in tre, tre colleghi, amici, tre pazzi furiosi. Io sono il più giovane dei tre. That's it.

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