Death Stranding: recensioni italiane e Metacritic

Death Stranding ha ormai raggiunto il traguardo dell’uscita ufficiale. Il titolo sviluppato dal team di Kojima è pronto a passare sotto l’occhio della critica e dei giocatori. In  questo articolo abbiamo deciso di riportarvi le recensioni italiane e lo score Metacritic della versione PS4. Prima di partire è bene specificare che nonostante lo vorremmo già ora nelle nostre mani anche in versione PC, Death Stranding arriverà la prossima estate su PC (e forse Stadia) quindi per il momento ci limitiamo alla sola PS4.

L’eclettica idea di gameplay partorita da Kojima-san e le avventure del “postino hi-tech” Sam avranno catturato il mondo videoludico? Scopriamolo insieme.

Death Stranding, master piece italiano

Death Stranding va al di là della classificazione in un singolo genere videoludico, presentando al giocatore la possibilità di vestire i panni del “corriere” Sam. Quest’ultimo si ritroverà invischiato in qualcosa di sempre più complicato e forse più grande di lui, cioè “ricollegare i fili spezzati di un’America allo sfascio”. Esseri senzienti né vivi né morti stanno distruggendo il mondo e solo grazie ai Baby Bridge è possibile percepirli e forse combatterli…

Sarà tuttavia un’impresa, così come tenere il passo con un gioco che a detta di alcuni si avvicina a un simulatore. Ci vuole costanza e impegno per apprezzare un titolo forse non alla portata di tutti per via delle sua ripetitività nel portare pacchi di qua e di là, specificano altre testate nella propria recensione PS4 di Death Stranding. La visione di “videogame” e “gameplay” di Kojima-san, papà dei Metal Gear Solid, si ripropone quindi in chiave più cupa sebbene sempre mirata a lasciare qualcosa all’animo del giocatore. Ed è esattamente la tematica trattata che rende le principali testate italiane concordi sul fatto che Death Stranding sia il testimone di un messaggio di unità che va oltre il gameplay e trascende il concetto di genere videoludico.

La media dei voti delle recensioni sopracitate si aggira quindi intorno al 9 su 10 senza mezzi termini. La critica italiana ha voluto premiare il coraggio di Kojima Productions nell’aver creato un videogame non conforme agli standard odierni, ma votato a dimostrare la filosofia di fratellanza.

Meh(tacritic)

Uscendo dai confini nazionali troviamo un’atmosfera un po’ diversa. Dalla maggior parte della recensioni presenti su Metacritic, Death Stranding è acclamato con fermezza, sebbene non manchino critiche pesanti da testate che lo definiscono “spazzatura“, a commenti più maturi di colossi come Game Informer. Quest’ultimo lo penalizza dichiarando che Death Stranding possiede un “gameplay troppo semplice. Gli elementi come storia, missioni secondarie e combat system che non sono abbastanza appaganti per tutto il tempo investito dal giocatore a svolgerli”.

Si sa che le recensioni si compongono di elementi oggettivi, come grafica e meccaniche di gioco, insieme a quelli soggettivi, cioè le emozioni trasmesse giocandolo. Per quello che possiamo in parte comprendere la recensione PS4 di Death Stranding presentata su Metacritic da GamesRadar+, dove si legge che “non regge l’aspettativa“. Tuttavia l’aspettativa è a nostro parere un pessimo metro di giudizio, dove una testata come HardCore Gamer è più concreta reputandolo “più divertente da guardare che giocare”.

Concludendo c’è un chicca: IGN.com ha dato un voto di 68/100 a Death Stranding, dichiarando “che sia un peccato che tutto il fantastico mondo dark sci-fi di Death Stranding sia sorretto e si poggi su meccaniche ripetitive del gameplay”, quando la controparte italiana del sito lo venerà elevandolo a pietra miliare videoludica. Voi che ne pensate?

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Videogiocatore, blogger, redattore, recensore, scrittore di fanfiction e... è tutto.

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