Star Citizen: il gameplay del CitizenCon 2019

Star Citizen, il progetto che secondo i luoghi comuni non verrà mai finito, sembra invece procedere nello sviluppo e lo ha dimostrato portando del gameplay al CitizenCon 2019. All’interno dello show troviamo come sempre un Chris Roberts in prima linea pronto a sbottare, sebbene alla fine l’unico problema è stato dato da una chat vocale ballerina. Il bello di mostrare un gameplay “live” sta negli imprevisti, benché tutto sommato le novità su Star Citizen non sono mancate e potrebbero stupire anche i più sfiduciati.

Star Citizen e il gameplay del 2019

Il gameplay è in assoluto il miglior modo per mostrare al mondo i risultati e la crescita di un videogames nel tempo, e questo Cloud Imperium Game lo sa bene. Quanti ricordano che lo sviluppo di Star Citizen è partito rilegando i giocatori ad osservare la propria nave ancorata (letteralmente) all’hangar? Ora il titolo si trova a livelli in cui i player possono esplorare pianeti con una scala 1:1 tra lo spazio e la superficie. In pratica significa che le distanze percorse dalla nave spaziale in orbita, rispetto a una che si trova a 10 mila metri dal suolo sono le stesse.

Immaginate quindi di atterrare con la vostra nave spaziale in un porto situato su un pianeta ghiacciato, di vestire i panni di uno scienziato con tanto di falso badge per infiltrarvi in una struttura ad accesso limitato, e rischiare l’ipotermia per raggiungere una nave guidata dall’IA che vi attende all’esterno. Tutto questo mentre alcuni dei vostri amici sono magari coinvolti in altre attività e vi seguono tramite il terminale MobiGlas. Non è fantasia, ma un breve riassunto di quello che è stato mostrato nella prima parte del gameplay 2019 di Star Citizen nella presentazione del CitizenCon.

Stealth, clima e Jump

Il bello arriva adesso però. Nella seconda parte del gameplay di Star Citizen, il giocatore si trova effettivamente all’interno di un laboratorio di ricerca. Il suo compito è rubare dei dati da uno dei server della struttura, ovviamente senza essere scoperto. Quello che segue è un’infiltrazione da manuale, che ricorda un po’ quelle della serie Deus Ex. Glam, il personaggio mosso da uno degli sviluppatori, riesce a carpire i dati e fuggire all’aperto.

Il clima però non è clemente, e di certo un pellicciotto non può tenere in vita un essere umano a temperature ben oltre sotto zero prodotte da una tormenta di neve. Il sistema di meteo dinamico lavora insieme a quello che regola il metabolismo del personaggio per creare effetti come l’ipotermia. Per questo la missione prosegue con l’obbiettivo di trovare una tuta termica in grado di far sopravvivere Glam. Con un pizzico di fortuna il ladro di dati riesce a fuggire dalla sicurezza del centro di ricerca grazie a un Rover e al pronto recupero dei suoi amici che lo trasportano in orbita.

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Tutta roba già vista, se non fosse per il fatto che nel gameplay di Star Citizen mostrato al CitizenCon 2019 si può vedere in azione il primo attraversamento manuale di un “Jump Point“. Cos’è vi chiederete voi. Ve lo spieghiamo subito. Il pilota dell’astronave punta a una sorta di StarGate, per capirci, all’interno del quale deve lottare contro la “corrente” di un fiume spaziale. Nel live gameplay si vede una sviluppatrice di Star Citizen lottare con mouse e tastiera per non toccare i bordi del Jump, pena danni alla nave che si ritroverebbe dispersa chissà dove. E lo spettacolo finale è l’arrivo nel sistema Pyro, lontani dal troppo familiare Stanton.

Quello che verrà

Maggiori contenuti saranno ovviamente aggiunti in seguito su Star Citizen, questo è palese, sebbene con maggiore celerità a detta di Chris Roberts. Per esempio la versione 4 della planetary tech è stata sviluppata in due mesi. A seguire Cloud Imperium Games punterà a portare la persistenza nel proprio Star Citizen. Persistenza nel mantenere i progressi fatti tra una patch e l’altra, oltre che quella riguardate il ritrovare dopo qualche tempo la vostra nave abbandonata su un pianeta (senza più sportelli e motore, molto probabilmente rubati).

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Videogiocatore, blogger, redattore, recensore, scrittore di fanfiction e... è tutto.

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