VR: Ninja Theory al lavoro su Project Dreadnought

Non c’è due senza tre, il terzo progetto in lavorazione presso Ninja Theory ha il nome di Project Dreadnought. Per spiegarvi di cosa si tratti dobbiamo fare un passo indietro e partire da Project Insight perché è qui che poggi le sue basi. Per chi non avesse mai sentito parlare, Insight è il primo progetto dello studio di Cambridge in parte slegato al mondo dei videogiochi, sviluppato in collaborazione con Paul Fletcher, psichiatra e professore di neuroscienze sanitarie.

Project Dreadnought

Nel nostro precedente articolo vi abbiamo raccontato di come lo studio nei prossimi tre anni sarà impegnato nel creare un ambiente foto realistico, indistinguibile dalla realtà, e dei personaggi non giocanti credili per un’esperienza in realtà virtuale unica nel suo genere. Tutto per poter aiutare le persone a superare i loro disturbi mentali. Con l’avanzare del progetto e dei prototipi le due parti raccoglieranno sempre più dati per rendere il più immersiva possibile l’esperienza, pubblicando i risultati su riviste scientifiche e collaborando con altri progetti in realtà virtuale per portare avanti questi nuovi sistemi.

Qui poggia le sue basi Project Dreadnought.

In parallelo a Project Insight, Tameem Antoniades, capo dello studio, ha intenzione di sviluppare un gioco VR iper-realistico. Al momento questo gioco porta il nome di Project Dreadnought. L’ispirazione per il nome è arrivata dall’omonima nave da battaglia inglese scesa in campo nel 1906. Per chi non ne avesse mai sentito parlare la Dreadnought fu una nave tecnologicamente avanti per gli anni, talmente avanzata rispetto alle altre da farle sembrare obsolete.

La finestra di uscita del gioco ovviamente è ancora parecchio lontana.

Obiettivo nuovo medium

L’obiettivo del capoccia con questo progetto è quello di creare niente di meno che l’ultimo nuovo medium d’intrattenimento. Parecchio ambizioso come traguardo eh.

Per raggiungere il traguardo prefissato il team punta a lanciare i giocatori all’interno di un mondo realmente vivo, con scenari reali e personaggi vivi. Tutto questo sfruttando la base dati e la tecnologia di Project Insight. A differenza però degli odierni giochi VR, Project Dreadnought conterrà personaggi virtuali che parteciperanno all’esperienza in modo attivo, interagendo con il giocatore in modo sensato e significativo. Uno dei traguardi è dunque quello di rivoluzionare gli npc.

Da dove partire per costruire un progetto così ambizioso?

Come detto la tecnologia e la base dati sarà quella di Insight, dal punto di vista artistico invece il team inglese presumiamo attingerà a piene mani dall’attuale tecnologia utilizzata per il rendering in real time visto prima in Hellblade poi nel suo seguito.

Aggiornamento 22/01/2020: quello che inizialmente pensavamo si chiamasse Project Dreadnought si è rivelato poi essere Project Mara, per ulteriori informazioni e chiarimento vi invitiamo a leggere il nostro articolo dedicato.

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