Cos’è l’Insight Project di Ninja Theory e come funziona

Dopo l’ottimo successo del primo Hellblade e l’acquisizione di Microsoft sempre più riflettori si sono rivolti verso le studio inglese. Il momento di massima risonanza è arrivato durante gli ultimi The Game Awards, durante i quali non solo è stata svelata la nuova Xbox ma è anche stato mostrato uno dei primi giochi veramente next-gen: Hellblade 2. Quelli menzionati sono tutti annunci molto importanti, su questo non c’è dubbio, ma tra questi annunci c’è né uno che purtroppo è passato quasi in sordina non essendo un gioco. Parliamo dell’Insight Project. Tanti ne hanno parlato ma quasi nessuno si è soffermato per approfondire il discorso, il che è un peccato data la bellezza e l’utilità di questo progetto.

Perciò approfondiamo noi il discorso, addentrandoci nel suo funzionamento.

Cos’è l’Insight Project

Per chi non lo conoscesse l’Insight Project è per l’appunto un progetto nato dalla collaborazione tra Ninja Theory e Paul Fletcher, uno psichiatra e professore di neuroscienze sanitarie presso l’università di Cambridge. I due soggetti hanno deciso di intraprendere questo viaggio per creare una nuova tipologia si scienza clinica. L’intento è quello di usare le ricerche svolte per la creazione del primo Hellblade, e l’interattività dei videogiochi per curare o quantomeno cercare di aiutare soggetti affetti da disturbi mentali.

Tutto questo viene fatto attraverso le realtà virtuale.

Il funzionamento

Capito di cosa stiamo parlando cerchiamo di capire a livello pratico come avviene la cosa, come saranno in grado di aiutare le persone. Il paziente dovrà indossare un visore per la realtà virtuale e tutta una serie di sensori per monitorare e permettere la raccolta di dati biometrici, come il movimento degli occhi e il battito cardiaco. Immerso in questo mondo virtuale il soggetto verrà guidato attraverso l’ambiente da quello che potremmo definire un medico virtuale, ovvero un npc studiato e realizzato ad hoc.

Questi dati permetteranno al computer di catturare e rappresentare lo stato del soggetto. Facciamo un esempio pratico. Se un soggetto avvertirà del pericolo, questa sensazione verrà registrata, immagazzinata e utilizzata dal computer per generare un nemico per esempio. L’intento è quello di far interagire il paziente con ciò che verrà generato. In tutto questo l’unico strumento a disposizione del paziente non è altro che la sua mente. In altre parole il “gioco” tenterà di insegnare alla persona a superare uno stato mentale ben preciso. Questa capacità appresa potrà poi essere trasferita nel mondo reale nel momento in cui il paziente incapperà nel medesimo stato mentale.

Ambienti e personaggi credibili

Perché questo trattamento risulti davvero efficace c’è bisogno però che la messinscena sia convincente. Un mondo e delle persone palesemente finti spingeranno l’utente a distaccarsi da quella realtà. C’è perciò bisogno di avere un ambiente virtuale convincente. Antoniades, capo di Ninja Theory, si è detto fiducioso in tal senso, pronosticando di riuscire a realizzare in tre anni un ambiente quasi indistinguibile dalla realtà. Per farlo i tecnici stanno realizzando un tool per riprodurre la casa di Antoniades nel modo più fedele e accurato possibile. Il capoccia di Ninja Theory è convinto che nel momento in cui riusciranno ad ingannarlo riproducendo in modo fedele un ambiente a lui familiare, allora e solo allora, il team avrà raggiunto un risultato soddisfacente. Se Antoniades stesso non riuscirà a distinguere la sua sala da pranzo reale da quella virtuale come potrà farlo un estraneo?

Per quanto riguarda invece i personaggi non giocanti c’è bisogno che questi siano credibili, sia a livello visivo che comportamentale. Se dal punto di vista visivo il team è già a buon punto con la realizzazione dei volti, basti guarda il trailer in-engine di Hellblade 2, da quello del comportamento crediamo possano intraprendere la via del rendering in real time per sfruttare l’esperienza e la conoscenza di veri dottori all’interno di ambienti digitali.

Soddisfatti di questo approfondimento? Ogni tanto articoli come questo servono per ricordarci che i videogiochi non sono solo divertimento, ma che grazie ad essi molte persone posso essere aiutate.

Fonte: Insight Project

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