Diablo 3: tra angeli e demoni

Tra i più grandi e più apprezzati giochi di ruolo d’azione, Diablo 3 ha conquistato molti cuori e ha portato grande fama alla già nota casa produttrice Blizzard. Se non ci avete mai giocato è molto probabile che in ogni caso conosciate qualcuno che lo abbia fatto. Ma quali sono le caratteristiche che lo hanno portato al successo? Andiamo ad analizzarle.

La saga dei Diablo

Il primo Diablo è stato pubblicato dalla Blizzard il 31 dicembre 1996. Il successo fu enorme, dovuto principalmente al fatto che il gioco introduceva elementi innovativi al genere degli action RPG: il punta e clicca. Per il secondo capitolo della serie ci è voluto un po’ di tempo, poiché è uscito negli anni 2000. Per quanto riguarda Diablo 3, i fan hanno dovuto aspettare parecchio, dal momento che la sua data di rilascio è stata ben dodici anni dopo, il 15 maggio 2012!

Diablo 3: Crociato fuori da un dungeon, accerchiato da un gruppo di non morti

Diablo 3: Crociato pronto a giudicare i non-morti

Con Diablo 3 tornano i demoni e gli orrori

Ebbene sì, nonostante tutti gli sforzi compiuti nei precedenti capitoli della saga: Diablo e Diablo 2 con Diablo 3 il male torna a devastare le terre di Sanctuarium. Inizia tutto con una meteora che cade dal cielo. Una volta esaminato il luogo dell’impatto, si viene a scoprire che una minaccia grava su Sanctuarium e su tutti i mondi. Il male è all’opera e i demoni si stanno adoperando per portare ad una conclusione l‘eterno conflitto tra loro e gli angeli. Lungo la strada si potranno trovare numerosi colpi di scena, tradimenti e nuove conoscenze. Starà a voi resistere e reagire con prontezza per salvare il mondo intero. In questo capitolo della saga lo scontro viene portato direttamente nei cieli, il conflitto lungo la storia si espanderà fino a bussare alle porte degli angeli.

Ad aggiungere devastazione e disperazione alla già tormentata Sanctuarium, con la patch di Diablo 3: Reaper of Souls una nuova presenza minaccia l’esistenza stessa dei Nefilim, le antiche creazioni di angeli e demoni, ovvero gli uomini.

Le diverse facce della giocabilità di Diablo 3

La Blizzard è sempre stata accorta nel soddisfare le diverse richieste di gameplay nello stesso gioco. Alcune delle novità che portano nei giochi non sono sempre apprezzate, ma l’integrazione di più livelli di gameplay diversi all’interno dello stesso gioco è sempre stato un loro obiettivo. Con Diablo 3 abbiamo la possibilità di scegliere che tipo di giocatore vogliamo essere.

Primo elemento di scelta sono le difficoltà, ce ne sono ben 17 diverse! Ovviamente non tutte sono accessibili fin dall’inizio, ma una volta concluso il gioco la prima volta, si avrà modo di sbloccare l’accesso alle altre difficoltà. Difficoltà maggiori conferiscono rewards maggiori, portando il giocatore ad attraversare un percorso di progressione sia nella propria abilità, sia nell’equipaggiamento del proprio personaggio.

Se non siete dei fan dei giochi in single player, Diablo 3 ha numerose possibilità di game in multiplayer. Potrete sia affrontare la storia, sia le varie sfide parallele insieme ai vostri amici. La community è grande e non si avranno problemi a trovare qualcuno con cui giocare.

A nostro parere, il gioco è stupendo da giocare seguendo la storia e provando diverse classi e dando qualche tentativo alle varie challenge. Detto questo, Diablo 3 non riesce a coinvolgere il giocatore nel continuare a giocare così come gli altri capolavori Blizzard come World of Warcraft, Overwatch o addirittura HeartStone fanno. Il rischio è che a continuare a giocare questo titolo, alla lunga lo si trovi molto meno accattivante, ma questa problematica non cambia il fatto che è un titolo davvero valido e da un gameplay solido che continua ad attirare nuovi giocatori. Basti guardare quanto sia affiatata la sua community, per rendersi conto che Diablo 3 è e resterà un successo.

 

Se siete interessati alle novità relative a Diablo o a qualsiasi altro gioco Blizzard, seguite la nostra sezione dedicata!

 

Fonte: Wikipedia

Valerio Ferrara

Nato con tastiera e mouse in mano, dedica la sua carriera al gaming e al marketing, laurendosi all'università di Milano-Bicocca. Esperto nell'ignorare le continue segnalazioni del "è bravo, ma non si impegna", decide di impegnarsi appieno nell'attività di perditempo, qualificandocisi a pieni voti.

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