Xbox first party: punto della situazione in casa Microsoft

Possessori di una console Microsoft o no, tutti sappiamo che uno dei più grandi problemi della famiglia Xbox è sempre stato il numero di esclusive. Pochi studi Xbox first party e second party, come lo è stato Remedy, si traducono in poche esclusive. Se poi ci si aggiunge il fatto che collaborazioni come quella con lo studio di Sam Lake possono terminare, allora l’unica cosa sulla quale MS può fare affidamento sono i Microsoft Studios.

Dopo 5 anni dal disastroso lancio di Xbox One, è arrivato il momento di fare il punto della situazione e di vedere come Microsoft si sta muovendo con la costruzione di nuovi studi Xbox first party e di nuove esclusive.

Tempo al tempo

Al netto di quanto evidenziato, la situazione in casa Xbox è cambiata da quando il buon Phil Spencer ha preso il posto dei suoi predecessori, e sta tuttora cambiando. Bisogna dire che per organizzare una rivoluzione non ci si impiega due giorni, ma i cambiamenti nella divisione gaming del colosso di Redmond non sono stati veloci quanto molte persone si aspettavano.

Le motivazioni? 

Investimenti discontinui nel settore gaming, poca fiducia nel mercato da parte del suo vecchio CEO, e riluttanza nel discostarsi dai tre marchi che meglio descrivono il mondo Xbox: Forza, Halo, Gears of War. Certo, queste non sono le uniche IP usate per portare avanti il Brand, ma di sicuro le più sfruttate.

Saluti e volti nuovi

Gli anni 2011/12/13 possiamo tranquillamente dire che sono stati tutt’altro che facili per la divisione Xbox. Esattamente a cavallo tra la vecchia e la corrente generazione di console, MS ha visto partire due dei suoi più importanti studi: Epic Games e Bungie. Dopo aver colmato uno dei due posti vacanti, con la nascita di 343 Industries, che ha preso in mano le redini della serie Halo, Spencer si è ritrovato con un bella gatta da pelare.
Se non la ricordate, questa era la situazione nel primo periodo di vita di Xbox One:

  • Carenza di Xbox first party;
  • Mancanza di killer application al lancio;
  • Necessità di riparare al danno creato durante l’E3 2013;
  • Ultimare la console.

Si, avete letto bene. Xbox One non solo venne lanciata con una manciata di esclusive, nessuna delle quali definibile una killer application capace di spingere le vendite, ma dopo l’E3 2013, Microsoft si ritrovò a sistemare l’interfaccia e il funzionamento della console stessa. Non so quanti di voi ricordano gli innumerevoli aggiornamenti post lancio. Ogni mese ne veniva rilasciato uno.

A cinque anni di distanza dobbiamo dire che di cose ne sono successe. La console è stata ultimata ed evoluta, nuovi team interni sono nati o rinati, come The Coaliton (Gears of War 4) o Rare, quest’ultimo tolto finalmente dal Kinect. Recenti software house, anche se non Xbox first party, come Playground games (Forza Horizon) e Undead Labs (State of Decay), hanno subito un’iniezione di fiducia da parte del publisher. Senza ovviamente dimenticarci dei piccoli studi che hanno lasciato il segno come Moon Studios con Ori and the blind forest, prodotto del supporto del programma per indie games [email protected]

CEO e investimenti

La direzione intrapresa, come potete vedere, è quella corretta ma come ha affermato Spencer ai microfoni di Bloomberg, la divisione gaming necessita di investimenti costanti se vuole colmare il gap con Sony, sia in termini di vendite hardware che di studi interni e quindi di esclusive. Confrontando il parco software house interne, ad oggi, nonostante i nuovi arrivi in casa MS il conteggio è nettamente a favore di Sony.

Quello che il buon Phil Spencer non ha però detto, è che oltre agli investimenti per riuscire a recuperare terreno c’è bisogno di un CEO ben predisposto nei confronti del mondo Xbox.

Fortunatamente, una delle tante cose che sono cambiate post E3 2013 è proprio il CEO. Al comando troviamo ora Satya Nadella. Una persona che ha già dimostrato di voler investire somme importanti per aumentare il numero degli Xbox first party. Per coloro che non avessero capito di quale acquisto stiamo parlando, allora vi diciamo che fu proprio Nadella a dar il via libera per l’acquisizione di Mojang, per la bellezza di 2.5 miliardi di dollari.

Per quanto concerne gli investimenti ovviamente bene poco sappiamo, se non che i piani alti sono consapevoli di dover investire di più. L’unico argomento che possiamo portare alla vostra attenzione è quello del recente tesoretto che Microsoft si è ritrovata in tasca. Parliamo di un gruzzolo pari a 130 bilioni di dollari, finito nelle casse della compagnia grazie al recente taglio delle tasse in America. Molti affermano che parte di tale somma potrebbe e dovrebbe essere girata alla divisione Xbox, al fine di rimpinguare il parco software house, assumere nuovo personale e finanziare nuovi progetti.

Cosa aspettarsi dai prossimi mesi?

Fatto il punto della situazione è ora arrivato il momento di guardare avanti, al primo grande appuntamento di Microsoft e Xbox con il pubblico: l’E3 2018.

Nonostante l’evento sia ancora lontano qualche mese, molti videogiocatori hanno già iniziato a sbizzarrirsi con una miriade di rumor. Prima di vedere però cosa circola in rete, partiamo da quelle che sono ormai considerate delle certezze.

Durante l’E3 2018, i giochi che sicuramente verranno mostrati sono: il nuovo Forza Horizon, Ori and the Will of the Wisp, Ashen e The Last Night. In forse troviamo State of Decay 2 e Crackdown 3, le cui date di uscita sono fissate per il momento per la Primavera di questo anno. Il resto è ad oggi avvolto nel mistero.
Passiamo ora ai rumor. Alcune voci di corridoio vedono la vecchia IP Perfect Dark pronta a tornare, sviluppata dalla software house britannica Electric Square, impegnata secondo alcuni insider nello sviluppo di un’esclusiva per Xbox One. Questa non sarebbe però l’unica esclusiva pronta a tornare. Sembra infatti che i ragazzi di Playground Games siano al lavoro non solo sul nuovo Forza, ma anche sul nuovo capitolo della serie Fable.

Idee Chiare

In novembre come alcuni di voi ricorderanno il publishing manager di Xbox, Shannon Loftis ha parlato con i ragazzi di GameSpot affermando che MS è al corrente dei desideri dei videogiocatori, e che al momento diversi studi stanno lavorando a cose non ancora annunciate. Giochi dei quali ovviamente non ha svelato nulla. Di pari passo a Shannon Loftis, Spencer ha recentemente affermato che si, diverse nuove ip sono in cantiere, ma che la società ha preferito tenerle lontane dai radar in quanto nessuno vuole vedere annunciato un gioco che verrà rilasciato soltanto 2 o 3 anni più tardi.

In conclusione

A prescindere dalle voci di corridoio e dalle svariate dichiarazioni di Phil Spencer & Co., in merito alla volontà del colosso di ampliare considerevolmente il numero di studi Xbox first party, una cosa è certa: se Microsoft ha qualche asso nella manica, fidatevi che non tarderà molto a scoprire le carte. Se vuole colmare il gap non ha altro tempo da perdere. Il rischio è quello di diventare lo spettatore in ultima fila del panorama videoludico, vista anche l’importante risalita di Nintendo.

Per quanto riguarda la situazione dei Microsoft Studios, bisogna dire che in questi 5 anni Microsoft avrebbe sicuramente potuto fare di più, ma siamo felici di sapere che i piani alti siano consapevoli di ciò che va fatto.

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