Ninja Theory: i creatori di Hellblade entrano nei Microsoft Studios

Una delle più grandi sorprese di questo E3 2018 è senza ombra di dubbio stata l’acquisizione di 5 nuovi studi da parte di Microsoft. I Microsoft Studios sono ora più numerosi e i team al lavoro su nuove esclusive Xbox sono nettamente aumentati.

Tra le software house che si sono unite a Xbox quella probabilmente con il nome più altisonante per i fan è Ninja Thoery. I ragazzi di Ninja Theory, famosi per aver dato alla luce il coraggioso Enslaved: Odyssey of the West, Devil May Cry (DMC) e il recente Hellblade: Senua’s Sacrifice, sono ora parte della famiglia Xbox.

Ma cosa li ha spinti a passare da studio indipendente a software house controllata da Microsoft?

In cerca di libertà creativa

Il fondatore e direttore creativo del team, Tameem Antoniades, ha rivelato che lo studio negli ultimi anni ha passato un periodo buio. Troppo grande per essere considerato un team indie ma troppo piccolo per essere catalogato come un team tripla A, Ninja Theory è stato molto vicino alla chiusura.

Di fronte alla possibilità di chiudere i battenti, il team formato da 100 persone è stato diviso in piccole squadre con l’obiettivo di lavorare a noleggio. Il fine era quello di finanziare un nuovo gioco. Questo progetto sarebbe poi diventato Hellblade.
Raccolti i fondi necessari, 20 persone con un budget di 10 milioni (pubblicità inclusa) hanno trovato il giusto equilibrio tra produzione indipendente e AAA, creando Hellblade.

Con 3 Game Awards, 5 Bafta e una ritrovata libertà creativa, Ninja Theory è riuscita a ispirare altri importanti team all’interno dell’industria videoludica come Platinum Games, che ha deciso di auto produrre i propri titoli.

Lontani dalla macchina dei AAA

Questo è stato il percorso di Ninja Theory fino a quando Microsoft non ha bussato alla porta, domandando quali fossero i loro obiettivi in un mondo ideale.

Tameem nel video confida che la chiamata è stata alquanto inaspettata. Il pensiero di un acquisizione all’epoca non passava nemmeno per la testa del team.

Da qui la risposta:

Vorremmo essere liberi dalla macchina dei giochi AAA e creare titoli basati sull’esperienza e non sulla monetizzazione.”

Essere quindi liberi di prendersi rischi elevati, di decidere come creare il proprio gioco senza sentirsi dire come e quando fare qualcosa. Insomma, il desiderio di Ninja Theory è quello di produrre giochi capaci di definire un genere senza la costante paura della chiusura.

Volendo essere spicci, il team ha chiesto a Microsoft completa libertà creativa.

Un nuovo capitolo per Ninja Theory

Convinti inizialmente che la storia si sarebbe conclusa con quella richiesta, Microsoft si è offerta di concedere loro ciò che avevano richiesto. Ha offerto loro il supporto che solo un grande publisher come Microsoft o Sony possono dare: team focalizzati sul marketing, sulla ricerca, supporto economico e tecnologico per dar sfogo alla creatività.

Invitati a far visita ai vari dipartimenti dei Microsoft Studios, i ragazzi di Ninja Theory si sono recati presso gli studi di Rare e degli altri team per toccare con mano, decidendo infine di diventarne parte.

Fonte: ninjatheory.com

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