Loot box e microtransazioni al bando: senatore americano avanza la proposta

Loot box e microtransazioni al bando, questa è la proposta del senatore americano Josh Hawley che nei giorni scorsi ha avanzato una proposta di legge atta a proibire l’inserimento di microtransazioni e loot box all’interno dei titoli giocati dai minorenni in America.

L’accusa che il senatore muove agli sviluppatori è quella di inserire coscientemente tali modelli di monetizzazione consapevoli dell’impatto che questi hanno sui giovani.

Protezione dagli abusi dei videogiochi

Chiamata dagli americani con il nome di “The Protecting Children from Abusive Games Act“,  la legge verrà presto presentata al senato degli Stati Uniti. Tra i giochi presi di mira da Hawley e dal suo staff compaiono giochi del calibro di Candy Crush, che stando alle parole di Hawley in persona non dovrebbero in alcun modo spingere i giovani videogiocatori verso la dipendenza. Queste non sono però le sole parole del senatore, che vorrebbe limitare questi modelli di monetizzazione ai soli giochi per maggiorenni. Anche in questo caso però con le dovute limitazioni per i minorenni che non rispettano il PEGI americano.

In tutta risposta alla legge avanzata dal senatore americano, la Entertainment Software Association, un’associazione di lobbisti impegnati nella scena videoludica, ha dichiarato che una serie di Paesi, europei e non, hanno già stabilito che i loot box non possono essere considerati gioco d’azzardo. E che oggi come oggi i genitori hanno già pieno potere per sfruttare gli strumenti messi a disposizione per limitare o tenere sotto controllo gli acquisti in-game dei figli.

Questa non è la prima volta che in America si alza un polverone di queste dimensioni quando si parla di loot box e microtransazioni, nel 2017 per esempio un’altra senatrice americana, Maggie Hassan, inviò una lettera alla Federal Trade Commission. Ne seguirono indagini su la Terra di Mezzo: l’Ombra della Guerra e Star Wars: Battlefront 2. Oggi a distanza di diverso tempo la questione riemerge, riportando a galla tutte le complessità nel discuterne. Le loot box e le microtransazioni sono considerabili gioco d’azzardo? Le software house e le piattaforme stanno facendo abbastanza per tutelare i propri videogiocatori più giovani?

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