PS5 e Xbox Scarlett: fisica e illuminazione i pilastri della next-gen

Se vi dicessimo che il segreto della prossima generazione di console lo abbiamo avuto sotto gli occhi negli ultimi 5/10 anni come reagireste? Siamo proprio sicuri che sarà il 4K o qualche altro strano ritrovato tecnologico a guidare Playstation 5 e Xbox Scarlett?

E se invece fossero due elementi ora non più castrati dalle specifiche tecniche delle console, come la fisica e l’illuminazione?

Cosa sappiamo

Riguardo la next-gen sappiamo al momento ancora poco e niente, quelle poche cose che Sony e Microsoft hanno detto sono però molto importanti: la prima userà una CPU AMD Ryzen Zen 2 e supporterà il Ray Tracing, la seconda invece che per la prima volta nella storia Xbox la CPU sarà allo stesso livello della GPU. Questo cosa vuol dire? Questo significa che i giochi risulteranno più realistici e naturali che mai. Nell’ultima generazione abbiamo assistito a giochi meravigliosi dal punto di vista grafico ma con una fisica degli oggetti e un’illuminazione a volte castrata o non reale.

Nel corso di un’intervista il Chief Creative Officer di Ion Maiden, Scott Miller, ha ripetuto a più riprese che la nuova generazione farà un uso importante della fisica, un utilizzo mai visto prima. Questo perché i giochi, come ci dimostra il recente Red Dead Redemption 2, sono arrivati ad un punto di non ritorno sotto il profilo grafico: sono talmente belli, graficamente e artisticamente, che alzare l’asticella in termini grafici è davvero complicato. D’altro canto, l’illuminazione e la fisica in-game sono sempre stati castrati dall’hardware console, a differenza del mondo PC che ha visto queste tecnologie crescere. Meno risorse hanno infatti spinto gli sviluppatori a sacrificare certi aspetti per salvaguardare la stabilità dei titoli.

Ponendo come pilastri dello sviluppo next-gen l’illuminazione e la fisica i mondi open world non solo risulterebbero più vivi che mai ma si aprirebbero numerose nuove possibilità in termini di gameplay. Pensate al concept iniziale di Crackdown 3 e l’impatto che la fisica avrebbe avuto sull’esperienza di gioco. Inoltre, quando parliamo di illuminazione non ci riferiamo soltanto alla rifrazione dei raggi del sole sull’acqua, ma anche agli effetti particellari come le scintille provocate dallo scoppiettio delle braci e molto altro ancora. Lo stesso discorso va fatto per la fisica. Il riferimento va anche e soprattutto alla gestione volumetrica dei gas o dei liquidi.

Prove a sostegno: Havoc e Direct Physics

Nessuno salvo i diretti interessati, ovvero gli sviluppatori, sanno quale direzione prenderà l’industria nei prossimi 5 anni, ci sono però dei segnali importanti, delle briciole di pane per così dire che iniziano a tracciare un percorso.

Sono passati ormai 4 anni da quando Microsoft acquisì Havoc nel 2015, uno dei motori fisici più famosi del mercato videoludico, promettendo di aggiungerlo al già esistente set di strumenti a disposizione dei team di sviluppo come Visual Studio, Azure e le Direct X12. Dal 2015 ad oggi sono passati diversi anni e Microsoft sembra ormai pronta ad apportare un cambiamento significativo ad Havoc. Nel 2017 è stato depositato il marchio Direct Physics. Dal quel momento in poi i rumors riguardo un’integrazione più stretta tra DX12 e Havoc, probabilmente sotto la nuova etichetta Direct Physics, si sono fatti sempre più insistenti. Oggi gli insider vogliono una parte dell’architettura della nuova Xbox dedicata alla gestione del fisica e del Ray Tracing.

Nulla è ovviamente certo ma qualcosa di certo bolle in pentola.

Se quanto detto non dovesse per voi essere sufficiente vi ricordiamo che giochi del calibro di Uncharted 4, titoli che hanno segnato profondamente questa generazione, hanno dato ampio spazio ad elementi come la fisica. Il risultato, come nel caso citato, è stato un ambiente vivo, pulsante, capace di infondere un po’ di linfa vitale in un genere ormai vecchio e rodato.

Gabriele Viganò

Abbiamo fondato il Devils in tre, tre colleghi, amici, tre pazzi furiosi. Io sono il più giovane dei tre. That's it.

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