Accordo Sony e Microsoft: insieme su cloud gaming ed AI

L’accordo raggiunto tra Sony e Microsoft ha dell’incredibile, le due società sono pronte a collaborare per plasmare il futuro del gaming. Il memorandum d’intesa siglato porta i due colossi a collaborare al fine di migliorare l’esperienza utente sulle piattaforme streaming e per portare avanti il campo dell’AI, ovvero dell’intelligenza artificiale.

Prima di proseguire oltre vogliamo però chiarire una cosa visto che in giro per l’internet stiamo assistendo a tanta disinformazione: quello siglato è un memorandum d’intenti non un accordo vincolante. Le due compagnie si impegnano a percorre una strada comune, in quanto vi è una convergenza di interessi. Tra le due non vi è alcun obbligo, l’accordo non ha lo stesso potere di un contratto.

Obiettivi del memorandum

Fatta questa doverosa premessa, l’obiettivo della collaborazione è quello di esplorare possibili nuove soluzioni in ambito cloud, utilizzando Microsoft Azure come base per i futuri lavori e servizi di gaming in streaming. Ciò significa che anche Playstation Now potrebbe beneficiare di Azure e Aure AI.

La collaborazione però si estende anche ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale. In prospettiva questo “patto” potrebbe portare ad un lavoro congiunto sui sensori d’immagine intelligenti, unendo l’esperienza di Sony con i semiconduttori e quella di Microsoft con l’intelligenza artificiale.

Come si è arrivati alla firma

La domanda che è interessante porsi è come si è arrivati a questo punto, a questo incontro inaspettato. Dalle recenti notizie sappiamo per certo che i contatti sono iniziati più di un anno fa, con Sony che ha tenuto il marchio Playstation all’oscuro di tutto. Da parte di Microsoft sappiamo ormai per certo che la compagnia desidera espandere la propria tecnologia e i servizi in lungo e largo.

Perché però Microsoft e non Amazon o Google? Perché la diretta concorrenza?

Da quanto emerge sembra che prima di stringere l’accordo con la società di Redmond Sony fosse in trattative avanzate con Amazon, ma che all’ultimo istante sia saltato tutto facendo virare Sony verso altri lidi. Una cosa è certa: Sony non era pronta per la prossima generazione di console, non sul fronte del cloud gaming almeno. Da non sottovalutare è poi la presenza di Google e di Stadia, che sicuramente hanno giocato un ruolo.

Insomma la situazione è al momento un cantiere a cielo aperto, ancora non sappiamo quale sarà l’impatto di questa partnership sui servizi Playstation o quali soluzioni possano creare insieme i due marchi, dovremo aspettare e osservare lo svolgersi degli eventi per avere un’idea più chiara sulle potenzialità del memorandum.

Fonte: Microsoft News

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