Xbox Game Studios: Microsoft vuole acquisire un team giapponese

In 12 mesi Microsoft ha completamente cambiato il volto dei propri studi first party. Siamo passati da 6-7 studi interni a 15. C’è stato un rebrand nel frattempo, gli ormai ex Microsoft Studios si sono trasformati negli attuali Xbox Game Studios, e quest’anno in vista dell’E3 2019 le aspettative circa l’acquisizione di nuove realtà erano molto alte. I rumors volevano l’acquisto di due o tre nuovi team di sviluppo. Si è parlato molto di Asobo, di IO Interactive e di un possibile terzo studio ma le previsioni non si sono avverate. Microsoft all’E3 di quest’anno non ha presentato nessuno degli studi menzionati e ha invece accolto nella famiglia Xbox Double Fine Productions.

Stop alle acquisizioni e aumento degli investimenti

Nel corso di un’intervista con gamesindustry.biz il capo di Xbox, Phil Spencer, ha paragonato l’Xbox Game Pass a Netflix, affermando che gli investimenti della compagnia americana sono aumentati di pari passo alla crescita del servizio, come nel caso del colosso dello streaming tv. Giusto per snocciolare due numeri, negli ultimi due anni Netflix ha speso la bellezza di 12 miliardi di dollari, aumentati l’anno successivo fino ad arrivare a quota 13 miliardi. Il paragone è stato immediato, Microsoft non spende annualmente 12 miliardi di dollari. Spencer ha però affermato che gli investimenti potrebbero sicuramente aumentare nel caso in cui l’asticella dei consumatori si dovesse alzare sempre più, come sta già succedendo. La realtà è che oggi Microsoft macina milioni e milioni di utenti con il Game Pass e punta non solo ad aumentare il numero ma anche la qualità delle sue esclusive. Per far questo servono investimenti importanti non solo nuovi team.

In cerca di un team giapponese

Nel corso di questa intervista Spencer ha poi affermato che sicuramente non ci sarà più una campagna acquisti come quella dello scorso anno. Non capita tutti i giorni di dover acquisire 7 nuovi studi di sviluppo. Il discorso a questo punto cambia, il quadro generale va visto da un’altra prospettiva. Di cosa Xbox ha bisogno oggi? Quindi si tratta di fare una scelta più mirata, di capire a quale tipologia di pubblico vuole puntare e trovare la scelta migliore, che sia in casa o che sia fuori.

Spencer ci ha tenuto a precisare che oggi non c’è una quota acquisizioni per Microsoft. Non hanno un tetto da raggiungere arrivato al quale diranno basta. In questo momento il freno è stato tirato, è tempo di guardare con più attenzione cosa manca. La risposta non è certo tardata ad arrivare: un team giapponese. Il capo di Xbox non ha nascosto la volontà e il piacere di poter accogliere, magari in un futuro non troppo lontano, un team asiatico.

Gabriele Viganò

Abbiamo fondato il Devils in tre, tre colleghi, amici, tre pazzi furiosi. Io sono il più giovane dei tre. That's it.

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