Xbox Game Studios: da 6 a 15 team first party in 12 mesi

Urgeva un cambiamento drastico in casa Xbox, i problemi che hanno afflitto la divisione gaming di Microsoft andavano risolti in vista della prossima generazione. Così è stato. La più grande mancanza di Xbox è sempre stata la penuria di esclusive, poche e per la maggior parte legate ai soliti brand. I Microsoft Studios andavano rimpolpati. In 12 mesi i team first party non solo sono passati da 6 a 15 ma sono stati addirittura rifondati, cambiando nome e diventando gli attuali Xbox Game Studios, guidati da Matt Booty.

Cos’è cambiato nell’immediato e quale impatto avrà questa mossa sul futuro del brand?

Uno sguardo al futuro

Partiamo dal domani per poi tornare all’oggi. Il futuro di Xbox è legato a doppio filo all’Xbox Game Pass, servizio in abbonamento in forte crescita. Il modello di business di Microsoft è ormai chiaro, tenere un piede nel mondo console continuando a produrre la classica macchina da salotto e l’altro nel mondo digitale, offrendo la possibilità di giocare dove e quando si vuole grazie appunto a Game Pass e xCloud. Per tenere però fede a questo disegno c’è bisogno di contenuto, tanto contenuto. E l’acquisizione di 9 nuovi studi è stata fatta anche e soprattutto in quest’ottica.

Ciò che molti non sanno è che gli studi entrati a far parte degli Xbox Game Studios hanno una capacità di fuoco ben superiore a quello che si potrebbe pensare. La maggior parte di loro proviene dalla scena indipendente, una caratteristica da non sottovalutare. Sopravvivere per 7, 10 o 20 anni come studio indipendente comporta la capacità di saper gestire più progetti in contemporanea. Recentissime sono infatti le notizie che i giochi appena annunciati da Ninja Theory e Obsidian, ovvero Bleeding Edge e The Outer Worlds, non siano altro che i primi di due progetti in pancia alle software house. Bleeding Edge è in sviluppo presso un team differente rispetto a quello che si è occupato di Hellblade, così come su The Outer Worlds sono al momento al lavoro soltanto 80 delle 200 persone interne allo studio. E questi sono soltanto due dei 15 studi interni. Almeno la metà è diviso internamente in due team.

E se ciò non dovesse bastare i team stanno espandendo il proprio organico, tutti si stanno muovendo in questa direzione.

Risultati nell’immediato

Abbiamo aperto la finestra sul futuro, ora torniamo per un momento al 2019. Cosa possiamo aspettarci dal presente? Tanto ma non troppo. Il motivo di questa nostra affermazione è presto detto. Oggi Microsoft ha la necessità e il dovere di costruire le basi del domani. Lo sta facendo con una dimostrazione di potenza economica e voglia di investire, vedesi l’acquisizione dei nuovi team, e lo sta dimostrando annunciando nuovi giochi per questa generazione, anche se sulla via del tramonto. Dalle parole ai fatti insomma. Quella di Microsoft è una risposta a tutti coloro che vedevano il colosso fuori da questa industria. “Ci siamo e stiamo lavorando per costruire il futuro di Xbox”.

Non aspettatevi però grandi annunci per questa generazione, ormai in chiusura, le munizioni di grosso calibro verranno conservate per l’E3 del 2020 e il lancio della nuova console.

Varietà e confronti

La strada intrapresa è finalmente quella giusta ma non è tutto perfetto. Al momento gli Xbox Game Studios possono essere paragonati ad una tela bianca, vanno dipinte le proprietà intellettuali del futuro. Inoltre, ci sono ancora tanti dubbi e interrogativi circa la varietà e lo standard qualitativo che i team sapranno proporre e mantenere.

Nel pensarci non possiamo fare a meno di fare un confronto con i SIE Worldwide Studios di Sony. Due cose saltano all’occhio: lo standard qualitativo generale molto elevato degli studi Sony, e la varietà nell’offerta ludica dei team Xbox, due tratti peculiari che al momento mancano alla concorrenza.

Se da un lato dunque fronte varietà il futuro delle esclusive Xbox è quantomai roseo, dall’altro va senz’altro alzata l’asticella della qualità generale. Microsoft dovrebbe prendere lo standard qualitativo raggiunto da Sony come un punto di riferimento.

Chiudiamo questo articolo sottolineando come la qualità di un titolo non venga determinata dal taglio cinematografico, dallo stampo action o dal budget che ci sta dietro, ma delle menti e dalla creatività degli sviluppatori. Quindi non fraintendeteci, l’asticella può essere alzata anche con giochi indipendenti o a basso budget come Ori o Hellblade.

Potrebbe interessarti anche…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.